Scienza Riabilitativa, 1: 51-53, 1997

 

EFFETTO DI UNA PROCEDURA DI ALLUNGAMENTO ATTIVO DEGLI ISCHIOCRURALI SULLA FORZA DEI FLESSORI E DEGLI ESTENSORI DEL GINOCCHIO

 

S.Ferrari

Studio di Terapia Fisica e Riabilitazione "L'Arcobaleno" 

Milano

  C.Vanti

S.R.R.F. Policlinico S. Orsola

Bologna

 

 

Alcuni soggetti mostrano limitazioni articolari causate  dallo squilibrio tra i gruppi muscolari antagonisti causati da patologie specifiche, impoverimento del movimento corretto, o eccesso di forza di un singolo comparto.

Tale diminuzione della fisiologica articolarità comporta spesso un deficit di efficienza della performance e delle normali attività motorie quotidiane e/o occupazionali (1).

Affinché l’intervento terapeutico sia mirato, è importante riconoscere quando uno squilibrio di forza è causato da una effettiva debolezza degli antagonisti o, al contrario, da una eccessiva tensione, e quindi da una mancanza di flessibilità, degli antagonisti.

Ad esempio, una contrattura o retrazione degli elementi miofasciali anteriori dell'anca può' comportare compensi e/o tensioni a carico del rachide o del ginocchio durante il cammino; un alterato rapporto di forza tra la muscolatura flessoria ed estensoria del ginocchio aumenta il rischio di lesioni articolari.

E’ opinione diffusa che la restituzione od il mantenimento di un corretto equilibrio delle tensioni muscolari siano un obiettivo terapeutico basilare in riabilitazione , per garantire il corretto svolgimento della funzione motoria (2-5).

Esistono numerose procedure di allungamento muscolare ed in letteratura sono riportati diversi studi che ne documentano l’efficacia sull’aumento dell’ampiezza di movimento articolare, sia in funzione del tempo di applicazione che in relazione all'utilizzo di facilitazioni neuromuscolari (1,6-11).

Alcuni Autori sono invece scettici sulla reale efficacia dello stretching, affermando che l'aumento della articolarità e dell'estensibilità che ne consegue non sia dovuto alla diminuzione della rigidità, ma ad un aumento della tolleranza allo stretching stesso (9, 12).

Sembra che solo il lavoro in contrazione eccentrica sia in grado di apportare modificazioni biologiche a carico degli elementi elastici in serie ( 13-16 ).

Obiettivo di questo lavoro è la descrizione di una particolare tecnica di allungamento miofasciale (Rieducazione Posturale Globale, R.P.G.), basata sulla contrazione eccentrica dei muscoli da allungare, in questo caso gli ischiocrurali, e la valutazione dei suoi effetti sulla forza dei flessori e degli estensori del ginocchio in soggetti sportivi..

 

Materiali e Metodi

Soggetti

Lo studio è stato eseguito su 5 atleti maschi  di alto livello (squadra di rugby campione in carica della massima divisione nazionale), sani, con età media di 27 anni, peso medio di 87,6 Kg, statura media di 180,4 cm.

L'esercizio utilizzato consiste in una autopostura di Stretching Globale Attivo (denominata autopostura in piedi con il busto inclinato, Fig. 1), una tecnica di allungamento muscolare derivata dalla  Rieducazione Posturale Globale e particolarmente indicata per l'allungamento della catena muscolare posteriore del rachide e degli arti inferiori. Il tempo di esecuzione variava in funzione della tollerabilità di ogni atleta all'allungamento, considerando ottimale una esecuzione di due/tre minuti, ripetuta tre volte, mantenendo un tempo di riposo tra una ripetizione e l'altra di tre minuti.

Questo esercizio è stato inserito nel normale training di allenamento degli  atleti, ed eseguito per  tre settimane, con frequenza trisettimanale.

Gli atleti, una volta appresa la tecnica dell'autopostura, la eseguivano autonomamente, a loro scelta all'inizio o alla fine di ogni allenamento.

Nessun atleta ha svolto contemporaneamente sedute di potenziamento muscolare in palestra durante il periodo della ricerca.

Misura della forza muscolare

Sono stati eseguiti due test isocinetici per misurare il picco di forza massimo concentrico dei muscoli flessori ed estensori del ginocchio, uno all’inizio del periodo di trattamento ed uno al termine, dopo tre settimane, comparando i valori ottenuti.

L’apparecchiatura utilizzata è il dinamometro isocinetico REV 9000 (Technogym Srl, Gambettola, Forlì). Il test di estensione e flessione del ginocchio è stato eseguito solo sull’arto dominante, in posizione seduta utilizzando la velocità angolare di 180°/sec, in un arco di movimento selezionato da 0° a 90°. Sono state eseguite tre ripetizioni, mantenendo un tempo di riposo di un minuto e mezzo, ed è stata ritenuta valida la prova migliore delle tre; i valori di picco di momento angolare sono espressi in Nm.

Risultati

I risultati sono riassunti in tabella I, per i muscoli flessori, e in tabella II, per i muscoli estensori. PFM indica il picco di forza massima all’inizio del periodo di studio  (iniz. in tabella) e dopo le tre settimane di trattamento (fin. In tabella). Infine viene indicata la variazione percentuale del secondo test rispetto  al primo (var. % in tabella, dove il segno + indica un incremento e il segno – un decremento).

Tutti e 5 gli atleti valutati hanno incrementato il PFM dei flessori , alcuni in maniera sensibile; in 4 atleti su 5 è aumentato  il PFM degli estensori, mentre in un atleta tale valore è risultato pressoché invariato.

                                                                                        

Tabella I - Picco del Momento di Forza - Flessori

Nome                                   PFM iniz.                 PFM fin.                   var.%

 

L.C.                                         121                            135                       + 10.3

S.B.                                         143                            146                       +   2.0  

M.C.                                       148                             176                       + 15.9

M.L.                                         64                               92                       + 30.0

L.M.                                         90                              105                       +14.3

 

Tabella II - Picco del Momento di Forza - Estensori

Nome                                   PFM iniz.                 PFM fin.              var.%

 

L.C.                                         200                           195                      -  2.5

S.B.                                         164                           176                      +  6.8

M.C.                                        194                           231                      +16.0   

M.L.                                        124                           133                      +  6.7

L.M.                                        142                           155                       + 8.4

 

Discussione

I dati ottenuti indicano che l’autopostura descritta è in grado di aumentare la forza sia dei muscoli oggetto di allungamento, che dei loro antagonisti, ciò considerando che una variazione del PFM pari al 10% è giudicata significativa per le ricerche effettuate tramite valutazioni isocinetiche

Tutto ciò concorda con le teorie dello Stretching Globale Attivo e della Rieducazione Posturale Globale, secondo le quali ogni funzione muscolo-articolare, sia essa patologica o solo poco efficace, beneficia di un riequilibrio che sia il più globale possibile, e la forza attiva di un gruppo muscolare si ristabilisce eliminando le resistenze dei gruppi muscolari antagonisti.

Osservazioni sulla tecnica di stiramento attivo eccentrico sono state fatte da Lanza et al..(14): questa tecnica di allungamento muscolare dovrebbe incrementare e stabilizzare, nel tempo, la visco-elasticità muscolare, provocare un riequilibrio morfodinamico delle catene cinetiche muscolari e svolgere un'azione preventiva verso la traumatologia sport specifica. Altri studi hanno evidenziato gli effetti positivi degli allungamenti in eccentrica rispetto allo stretching tradizionale sulla prestazione e l’elasticità muscolare (14,17).

Nel caso particolare degli atleti, i gesti sportivi ripetitivi e gli allenamenti in contrazione concentrica possono essere responsabili, nel tempo, di retrazioni e contratture, contribuendo ad un graduale disequilibrio ed alla perdita di efficacia del gesto sportivo e della performance in generale: da qui la necessità di inserire nel normale training di allenamento una forma di stretching che sappia andare oltre il semplice mantenimento dell'elasticità muscolare.

Sarebbe interessante comparare gli effetti delle autoposture fatte prima e dopo gli allenamenti. Tuttavia l’esiguo numero dei partecipanti allo studio ci permette solo di avviare una discussione sui risultati, e non certo di trarre considerazioni conclusive.

                                                   

Bibliografia:

 

1)  Einsingbach T., Klumper A., Biedermann L. Fisioterapia e Riabilitazione Sportiva. Roma: Ed  Marrapese, 1991: 23-30

 

2)  Souchard Ph.E. Basi del metodo di Rieducazione Posturale Globale - Il Campo Chiuso. Roma : Ed. Marrapese, 1994 : 49-82

 

3)  Souchard Ph.E. Lo Stretching Globale Attivo - La Rieducazione Posturale Globale al servizio dello Sport. Roma : Ed. Marrapese, 1995 : 17-79

 

4)  Negrini S. La cinesiterapia nel trattamento delle lombalgie - Metodi a confronto. Monografie di Aggiornamento per Soci, Gruppo di Studio della Scoliosi e delle Patologie Vertebrali, 1995; vol.2 :39-42

 

5)  Bandy WD, Irion JM The effect of time on static stretch on the flexibility of the hamstring muscles. Phys Ther 1994; 74:845-50

 

6) Esnault M. Lo Stretching: tensione attiva e passiva, fattori intrinseci ed estrinseci, indicazioni terapeutiche. Ann. de Kinés. 1988; T.15, N°1-2, 71

 

7) Godges JJ et al. The effect of two stretching procedures on hip range of motion and gait economy. J Orthop Sports Phys Ther 1989; March:350-57

 

8) Magnusson SP et al. Mechanical and physiological responses to stretching with and without preisometric contraction in human skeletal muscle. Arch Phys Med Rehabil 1996; 77: 373-78

 

9)  McAtee R. P.N.F. Tecniche di Stretching facilitato. Perugia : Calzetti e Mariucci Ed,1996 : 19-25

 

10) Worrell TW, Smith TL, Winegardner J. Effect of hamstring stretching on hamstring muscle performance. JOSPT 1994; 3:154-59

 

11)  Guissard N., Duchateau J., Hainaut K. Le Stretching Musculaire. Ann. de Kinésithérapie 1988; 15:469-474

 

12)  Halbertsma JPK et al. Sport stretching: effect on passive muscle stiffness of short hamstrings. Arch Phys Med Rehabil 1996; 77:688-92

 

13)  Fridén J. Changes in human skeletal muscle induced by long-term eccentric exercise. Cell and Tissue Reserch . 1984;236 : 365-72

 

14) Lanza G., Montagnani S., Parente C. Contrazioni e Allungamenti. Adattamenti morfologici muscolotendinea nelle tecniche di stiramento muscolare: aspetti biomeccanici e molecolari. Sport & Medicina   1996; 5 :55-58

 

15) Pousson, Vanhoecke, Goubel . Changes in elastic characteristics of human    muscle induced by eccentric exercise.  J.Biomech. 1990; 23: 343-340

 

16) Tabary JC, Goldspink G, Tardieu C. et al. Nature de la rétraction musculaire des I.M.C. Mesure de l'allongement des sarcomères du muscle étiré.  Revue de Chirurgie Orthopedique et Reparatrice de l'Appareil Moteur 1971 ;tome 57, N°6: 463-70

 

17) Ferrari S.-Melegati G.-Bottiglia F. Lo Stretching Globale Attivo nel rapporto di forza tra flessori ed estensori del ginocchio. Una ricerca preliminare. Rééducation Posturale Globale 1996; 54 : 12-14

 

 

[Con l’autorizzazione dell’A.I.T.R. (Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione)

   
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