Résonances Européennes du Rachis, n° 16 : 30-31, 1997

 

LA CHARNIERE LOMBO-SACREE:

CONSIDERATIONS BIO-MECHANIQUES POUR UNE REEDUCATION POSTURALE PROPRIOCEPTIVE

 

LA CERNIERA LOMBO-SACRALE:

CONSIDERAZIONI BIOMECCANICHE PER UNA CORRETTA RIEDUCAZIONE POSTURALE

 

Vanti Carla - Azienda Ospedaliera S.Orsola-Malpighi - Bologna

Ferrari Silvano - Studio di Terapia Fisica e Riabilitazione L'Arcobaleno - Milano

Pillastrini Paolo - Azienda Ospedaliera S.Orsola-Malpighi - Bologna

 

Obiettivo dello studio: analizzando alcuni aspetti significativi della biomeccanica lombo-sacrale, si possono dedurre i concetti basilari per un trattamento rieducativo personalizzato.

 

Numerosi sono i fattori di rischio enunciati dai vari autori relativamente alle algie lombari; fra questi, una importanza rilevante viene attribuita all'assetto posturale della colonna lombare e del bacino.

 Sul piano biomeccanico, il rachide lombare e in particolare la cerniera lombo-sacrale sono una "zona critica", perché debbono sopportare tutte le sollecitazioni discendenti che provengono dal peso sovrastante e dalla dinamica connessa ai vari movimenti.

La presenza della lordosi lombare e dell'inclinazione del sacro consentono di non trasferire tutta la forza peso sulla vertebra e il disco, ma, come si evidenzia con l'analisi meccanica del piano inclinato, trasformano una parte di questa quota in una componente di scivolamento.

In presenza di un aumento della fisiologica lordosi, diminuisce la quota di peso che grava sui corpi vertebrali e i dischi, ma parallelamente aumenta la quota compressiva che si trasferisce alle articolazioni interaposifsarie, con maggiore stress sulle cartilagini e conseguente interessamento delle strutture legamentose e muscolari.

In caso di diminuzione della lordosi, al contrario, la forza discendente si scarica quasi per intero suli corpi vertebrali e i dischi e questo valore aumenta proporzionalmente alla verticalizzazione del rachide.

Inoltre, poiché la forza peso aumenta progressivamente scendendo verso il basso, la maggior quota compressiva grava su L5 e sul disco L5/S1.

Nell'analisi statica della colonna lombare, occorrerà quindi anzitutto verificare se è presente la lordosi e se essa è fisiologica ed armonica. Questo può essere effettuato avvalendosi della misurazione radiologica dell'angolo lombare, ottenuto dal prolungamento degli assi orizzontali di L1 ed L5; tale valore però fornisce solo un parametro complessivo della lordosi lombare e non è in grado di evidenziare l'armonia della curva.

E' frequente infatti incontrare casi in cui la lordosi è concentrata prevalentemente sul tratto inferiore della colonna lombare e le restanti vertebre sono rettilineizzate: è preferibile quindi valutare i singoli angoli, formati fra ciascuna vertebra lombare e la vertebra adiacente.

In una colonna lombare in equilibrio, vedremo quindi che L1 ed L2 sono inclinate posteriormente (l'asse trasversale della vertebra è rivolto verso l'alto),  L4 ed L5 sono inclinate anteriormente (l'asse trasversale della vertebra è rivolto verso il basso) ed L3 è orizzontale.

L'orizzontalità di L3 è uno degli elementi che a nostro parere deve essere attentamente osservato, perché le sue alterazioni sono utili per verificare la presenza di uno squilibrio anteriore (asse trasversale di L3 rivolto verso l'alto) o posteriore (asse trasversale di L3 rivolto verso il basso).

La presenza di tali squilibri viene evidenziata, inoltre, osservando l'equilibrio sagittale della colonna lombare nel suo insieme, che dovrebbe presentare fisiologicamente un appiombo di L1 rispetto ad L5.

Uno squilibrio anteriore (L1 più anteriore di L5) si associa di solito ad una lordosi dorso-lombare; al contrario, uno squilibrio posteriore (L1 più posteriore di l5) si associa di solito a una cifosi dorso-lombare.

Altrettanta attenzione deve essere attribuita agli eventuali squilibri sul piano frontale e trasversale.

Queste situazioni non si esauriranno in una disarmonia locale, ma inevitabilmente saranno accompagnate da alterazioni sovrastanti e sottostanti: quindi tutte le anomalie posturali fin qui citate provocheranno ripercussioni a livello della cerniera lombo-sacrale.

A nostro parere non è sufficiente quindi limitare la valutazione di questa zona ai tre parametri classicamente considerati: la posizione del sacro rispetto all'orizzontale (angolo sacrale), l'altezza dello spazio L5/S1 e l'eventuale presenza di listesi.       

Occorre ad esempio approfondire la posizione di L5 rispetto ad S1, attraverso una corretta misurazione dell'angolo lombo-sacrale (ottenuto tracciando le perpendicolari ai segmenti passanti per la limitante inferiore di L5 e la base del sacro).

I parametri angolari considerati non hanno valore in senso assoluto, ma diventano significativi per il rieducatore se considerati all'interno del contesto posturale del segmento lombare, del bacino (posizione delle ossa iliache) e degli arti inferiori (posizione dei femori)

Ad esempio, i problemi posturali e le complicanze legate ad un aumento dell'angolo sacrale non sono gli stessi nel caso in cui l'angolo lombo-sacrale sia aumentato a sua volta o al contrario diminuito, o nel caso in cui vi sia un aumento generalizzato di lordosi o una lordosi breve.

Dall'attenta valutazione di questi parametri possono scaturire proposte rieducative mirate non solo al semplice ripristino della lordosi ove essa è appiattita, alla verticalizzazione di un sacro orizzontale o alla generica decoaptazione, ma ad un riequilibrio più mirato di tutti i parametri che abbiamo considerato.

In una lordosi breve lombare bassa, ad esempio, occorrerà selettivare l'allungamento specificamente a questa zona; in uno squilibrio anteriore occorrerà far indietreggiare il tratto dorsale rispetto a quello lombare e viceversa in uno squilibrio posteriore; se il sacro è orizzontalizzato, dovremo verticalizzarlo non tanto in senso assoluto, ma soprattutto rispetto vertebre lombari e alle ossa iliache.

Occorrerà quindi evitare le compensazioni sovrastanti e sottostanti e lavorare prevalentemente in carico, poiché la correzione di un assetto posturale anomalo può essere automatizzata ed integrata unicamente se considera anche la distribuzione del peso sugli arti inferiori e l'assetto del capo. 

 

[Con l’autorizzazione della S.I.R.E.R. (Societé Internationale de Recherche et d’Etudes sur le Rachis)]

 


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