Quaderni AITR, XXI (24): 6-7, 1999

 

DA ARTE SANITARIA A PROFESSIONE:

CAMBIAMENTI NEL PROCESSO ASSISTENZIALE RIABILITATIVO

 

RELAZIONE TAVOLA ROTONDA CONGRESSO NAZIONALE A.I.T.R.

 Fiuggi, 22 ottobre 1998

  

Relatore: Carla Vanti

Responsabile Formazione A.I.T.R. Emilia-Romagna

 

Tra le professioni sanitarie, quella del fisioterapista italiano può vantare probabilmente una delle storie più travagliate e complesse: infatti il terapista esiste in Italia da oltre 30 anni, ma ci sono voluti appunto 30 anni per acquisire la denominazione europea e mondiale della nostra figura professionale, che è appunto quella di fisioterapista. Questo pone, per quanto ci concerne, un primo punto critico, che è quello del passaggio, non solo sul piano lessicale ma soprattutto sul piano giuridico, dalla denominazione di terapista della riabilitazione a quella di fisioterapista e quindi di una corretta considerazione del passaggio tra il nostro passato e il nostro futuro.

Vorrei porre l’accento su un aspetto legato alla professione del fisioterapista e alle sue istanze future, in particolare per ciò che concerne il cosiddetto contenuto culturale della professione.

Già il profilo professionale, infatti, indica che il fisioterapista "svolge attività di studio" e quindi di ricerca, “attività didattica”  (quindi di insegnamento, riferito non solo alla propria, ma anche ad altre professioni come gli infermieri professionali, gli assistenti di base, ecc.) “e di consulenza professionale".

Si identificano, pertanto, svariati aspetti di tipo intellettuale, oltre che terapeutico e si individua una professione che va oltre le mura dei soli servizi sanitari, per entrare nel mondo del lavoro, della scuola e dello sport, dell'ergonomia e della prevenzione.

Ma per poter occupare con piena dignità questi ambiti professionali, al fisioterapista occorrono  una formazione di base adeguata, ma anche serie opportunità di formazione post-base, specializzazione e perfezionamento.

 

a)       LA FORMAZIONE DI BASE

E’ attraverso la formazione di base che si costruisce l’intelaiatura del professionista ed è tramite questo primo, fondamentale momento, che il fisioterapista deve acquisire le chiavi di lettura della realtà riabilitativa, la capacità di risoluzione dei problemi e la competenza necessaria per saper agire con piena responsabilità dell’atto terapeutico.

Tanto più il fisioterapista riceve una formazione di base carente, tanto più sarà insicuro e tenderà a colmare questa insicurezza affidando il proprio agire professionale ad una, unica e totalizzante, scuola di pensiero, o tecnica, o metodica rieducativa codificata.

Ognuna di queste metodiche induce una visione inevitabilmente settoriale del campo di applicazione cui si rivolge; si avvale di una metodologia di valutazione impostata più sulle proprie esigenze di coerenza concettuale che sulle variabili del paziente; propone delle verità certe o presunte, cui i terapisti spesso si attengono, ritrovando in esse le proprie certezze professionali; in ultima analisi dividono, più che unire la nostra professione. 

Quindi l’ottimizzazione della formazione di base deve essere accompagnata da un intervento di “orientamento” per i neo-diplomati, per confrontarsi con quanto espresso e validato dalla letteratura internazionale, per affrontare consapevolmente la globalità e la complessità dell'intervento riabilitativo e per evitare i rischi di frammentazione professionale già citati.

 

b)       LA FORMAZIONE POST-BASE

L’attuale normativa è ben lungi dall’avere chiarito le possibilità di formazione post-base. Infatti,  il profilo professionale prevedeva “indirizzi di specializzazione”, nei settori della psicomotricità e della terapia occupazionale: tale percorso formativo, che si sarebbe dovuto collocare in ambito sanitario e concludersi con il rilascio di un attestato di formazione specialistica, non è stato mai definito e decretato. D’altro canto, la normativa universitaria prevede i cosiddetti “corsi di perfezionamento”, che però non hanno valore abilitante.

Molteplici sono le istanze, avanzate anche dalla nostra categoria professionale, di codifica di queste opportunità formative, poiché risulta indispensabile allo sviluppo professionale aprire un'ampia rosa di possibilità di specializzazione, analogamente a quanto da molti anni avviene per i nostri colleghi stranieri.

Infatti, negli altri Paesi esistono specializzazioni riconosciute sia per fasce di età (ad esempio infanzia, geriatria), sia per settori di intervento specialistico (riabilitazione respiratoria, cardiologica, neurologica), oltre ad una formazione specifica per l’insegnamento e per la gestione. La formazione su questo ultimo aspetto si rende sempre più urgente, data l’attuale organizzazione delle strutture sanitarie e la sempre crescente richiesta di operatori con competenze specifiche nella gestione delle risorse umane, strutturali e strumentali.

Questo tipo di formazione, che potremmo definire di tipo “trasversale”, può quindi consentire al fisioterapista di occupare spazi di intervento professionale più specifici e qualificati.

 

c)       LA FORMAZIONE E L’AGGIORNAMENTO PERMANENTE

Questo settore della formazione in fisioterapia si potrebbe definire una giungla, in quanto sono estremamente numerose le offerte formative, ma non sono altrettanto chiari gli obiettivi, i contenuti, il curriculum dei docenti, il tipo di titolo rilasciato, né sempre giustificabile è il rapporto costo-prodotto.

Non mi pare fuori luogo una piccola riflessione di tipo storico - politico: l'Italia è stata per tanti anni un Paese debole dal punto di vista delle proposte scientifiche in campo riabilitativo, per cui  ha vissuto una sorta di colonizzazione culturale da parte delle principali scuole riabilitative nate in altri Paesi, sia del mondo anglosassone che di quello latino.

Non è mai stato facile però discriminare tra prodotti formativi “autentici”, che rispettano i migliori standard internazionali, ed i tanti, tantissimi sottoprodotti, per cui occorre assolutamente che l’Associazione si faccia carico di un grande sforzo di chiarificazione e di selezione.

E’ indispensabile infatti che il fisioterapista possa accedere ad una formazione permanente qualificata, erogata da docenti selezionati, e che effettivamente consenta di perfezionare il proprio agire professionale con strumenti tecnici ed operativi aggiornati.  

Le istanze future della fisioterapia rendono indispensabile l’uscire dal provincialismo culturale e il porre al centro dell’intervento le problematiche peculiari di ogni paziente, che non si possono ridurre ad una semplice etichetta diagnostica, ma che anzi costringono ad individuare obiettivi terapeutici specifici. Andare al di là delle tecniche ed impostare l'intervento riabilitativo sugli obiettivi terapeutici significa secondo me obbligare il terapista a programmare, pensare e soprattutto scegliere in ogni momento dell'iter terapeutico le tecniche più indicate tra quelle a sua conoscenza, verificando la loro efficacia attraverso seri parametri di valutazione e di controllo dei risultati.

Pertanto, gli strumenti tecnici a disposizione potranno essere molteplici ed eterogenei, purché vengano collocati in una progressione logica e temporale, coerentemente con gli obiettivi terapeutici individuati in quella fase del trattamento.

In tal modo viene certamente valorizzato il ruolo del terapista, quale elemento centrale della programmazione, attuazione e verifica dell'iter terapeutico

Le istanze di una “vera” formazione post-base e permanente per i fisioterapisti  non sono semplici rivendicazioni di categoria dal contenuto corporativistico: sono infatti convinta che un bravo fisioterapista possa nascere solo da una attenta formazione, da modelli professionali chiari e riconosciuti, modelli che lo portino a nutrire la propria professione con lo studio, la verifica, la ricerca. Una professione quindi che si arricchisce e la cui dignità diventa sempre più affermata, non solo sul piano giuridico, ma anche su quello della qualità dell'assistenza offerta al paziente, paziente che è e resta al centro della nostra quotidiana e costante attenzione di riabilitatori.  

   
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